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martedì 5 ottobre 2021
venerdì 25 giugno 2021
Favolando con le stelle
Tre favole e altrettante filastrocche natalizie da leggere tutti insieme in famiglia e rendere speciali e suggestivi i giorni della festa più bella e colorata dell’anno.
lunedì 21 giugno 2021
Una
storia d'amore che travalica i confini della realtà e che finisce per trionfare
persino sulla morte.
Un
amore grande e una passione infinita, quello che unisce Marco e Chiara, una
giovane coppia che ha convissuto per anni e solo da due mesi si sono sposati.
Quella
sera, la loro squadra del cuore ha vinto lo scudetto e i due novelli sposi decidono
di andare a festeggiare per le strade della città invase da caroselli di auto e
stracolme di gente felice.
Un
sorpasso azzardato, forse da un ubriaco, e la loro moto finisce fuoristrada.
Dopo
pochi minuti, solo Chiara, apparentemente illesa, si rialza attonita e
spaventata.
La
strada è stranamente vuota e silenziosa e Marco non si vede. Che si è caduto in un burrone?
Vorrebbe
gridare e chiedere aiuto ma a chi se le strade si sono svuotate? Dove sono
finiti tutti quanti?
Si
guarda intorno disperata. Teme il peggio. Ma no! Eccolo lì, seduto sul ciglio
della strada, sembra tranquillo e la osserva in silenzio. Anche lui appare
illeso, tranne un sottile rivolo di sangue, che gli scivola ai lati della
bocca.
Felice
per averlo ritrovato, Chiara gli si avvicina. In quel momento Marco si rialza e
la prende per mano. Lei vorrebbe domandare, accertarsi sulla sua salute, ma lui
divaga e le parla del viaggio di nozze che ancora non hanno avuto modo di fare.
Lei
sorride. Allora, va tutto bene. Poi, in silenzio lui si avvia, conducendola
lontano da quel luogo desolato.
Inizia
per Chiara un viaggio straordinario con il suo amore, che prima di abbandonare
per sempre questa terra, desidera lasciarle un dono, un dono per la vita...
domenica 20 giugno 2021
I tamtam risuonarono cupi e assordanti
nella foresta.
Gli animali,
intimoriti dal fracasso, corsero a cercare riparo tra il fogliame più
fitto dei rami più alti. Gli uccelli di varie specie smisero di cantare e
lanciare i loro richiami amorosi. Anche il vento, che sibilando, faceva
stormire le fronde si zittì. Fu quasi come fosse sceso un passa parola a
imporre il silenzio totale alla natura.
Da lì a poco la foresta si sarebbe
riempita di altri rumori provocati dai cacciatori con l’avanguardia dei loro
battitori.
Gli uomini bianchi erano a caccia di
animali esotici, vivi o morti. Poteva trattarsi della coloratissima ara, o dei
temibili felini della foresta, o degli ambitissimi cuccioli di gorilla, da
rivendere a commercianti senza alcun scrupolo, che avrebbero poi esportato i piccoli verso altre nazioni compiacenti, in quello che oramai era diventato un commercio
illecito e aberrante.
I portatori avevano cominciato a fare un
gran fracasso con un duplice scopo: innanzitutto quello di fare fuggire
qualsiasi belva appostata in agguato e, secondo ma non meno importante, quello
di separare le madri dai cuccioli, in modo che
la cattura di questi ultimi fosse facilitata.
Con il frastuono provocato dai
battitori, i cacciatori erano riusciti nel loro intento di allontanare la maggior parte delle belve più pericolose.
Non tutte!
La femmina di giaguaro, regina di quel
territorio, non si era lasciata suggestionare da tutto quel baccano. Era forte
e orgogliosa e non provava nessun timore degli uomini, per quanto strepito
potessero provocare. Anzi! Erano giorni che li seguiva silenziosamente, senza
che loro se ne avvedessero; infatti erano stati gli stessi cacciatori che le avevano
portato via i suoi due cuccioli. Lei era arrivata appena in tempo per vederli
strappare dalla tana in cui li aveva lasciati per andare alla ricerca di
cibo. Li aveva poi visti rinchiudere
nella gabbia, dove ora provenivano i loro gemiti sommessi.
Aveva anche cercato di rassicurarli con il
tipico verso di richiamo che ogni mamma giaguaro emette verso i propri cuccioli
ma, infine, per timore di essere scoperta, aveva rinunciato.
Non aveva mai smesso di seguire il
gruppo, sempre accorta e in attesa dell'occasione più propizia di riprendersi
i piccoli.
Gli uomini, nel frattempo, dovevano aver
avvistato qualcosa, poiché i rumori si fecero ancora più assordanti e la
femmina si acquattò in attesa.
Mamma gorilla stava dormendo col suo
piccolo di appena un mese accovacciato sul petto; era una mamma giovane e
inesperta che seguiva il suo istinto nel crescere il piccolo. Quella mattina
era stata svegliata dai primi rumori e messa in allarme dalle grida dei suoi simili.
I componenti di quel branco non erano molti,
solo una decina di esemplari, con un capobranco ancora molto giovane.
Quando i rumori divennero assillanti, la
femmina balzò in fretta sulle due zampe, stringendosi al petto il suo piccolo,
con gli occhi già spalancati dal terrore.
Con pochi balzi la giovane mamma cercò
rifugio su un albero vicino e lì commise il primo errore dovuto alla sua
inesperienza; infatti, mentre il resto del suo
branco fuggiva dal luogo dell’assalto, fu subito adocchiata, accerchiata e poi
costretta a scendere.
Mamma gorilla tentò con la forza della
disperazione di difendere la sua vita e quella del piccolo.
Ormai era palese che volessero
strapparle il neonato dalle braccia per portaglielo via, ma lei era decisa a
difenderlo fino all’ultimo respiro.
Per un po’ combatté cercando di evitare
il tocco di tutte quelle mani protese, poi presa da una furia incontenibile,
fece balenare i suoi temibili canini, quindi li affondò con violenza nella
carne di uno degli aggressori.
E quello risultò essere l’errore fatale.
Quel morso fece perdere il lume
della ragione all’uomo ferito.
Il nodoso bastone che il bracconiere brandiva
tra le mani venne sbattuto con una violenza inaudita sulla schiena di mamma
gorilla, provocandone la caduta dall’albero.
Gli altri cacciatori si accanirono con
le loro armi sul corpo della sventurata, che sentì le forze venirle meno.
Gli occhi del primate si sbarrarono dal
terrore mentre lanciava stridule urla di dolore, quindi ebbe appena il tempo di
intravedere un lampo dorato che attraversava la sua visuale e si sentì strappare a viva forza il cucciolo
dalle braccia...
sabato 19 giugno 2021
Alla morte del nonno, la
giovane Arlette, per rispettare una promessa, si incarica di portarne le ceneri
sulla vetta della Sposa del Sole, l’inviolata montagna al cui interno, secondo
quanto tramandato dal nonno, vivrebbe la stirpe dei Barun-Drakkar, popolo
arcano da cui anche Arlette discenderebbe, oltre a esserne, secondo una
profezia, la predestinata sacerdotessa. Insieme a Kevin, giovane temerario e
risoluto, e accompagnati dalla gatta Astrid che di lì a breve si rivelerà una
creatura mutante, e cioè una donna-gatto capace di profonde metamorfosi, ha
inizio l’ascesa verso la ripida vetta, per assolvere al rituale della deposizione
delle ceneri. Il cammino impervio si trasformerà presto in una vera corsa a
ostacoli, resa ancor più difficoltosa dal sopraggiungere di minacce di varia
natura che confermeranno anche la veridicità dei racconti del nonno.
Ecco allora spalancarsi
scenari inediti in un mondo astorico venato di forti pulsioni e con una vaga
aura medievaleggiante, popolato da talpe giganti e nani irrequieti che si
esprimono in una lingua misteriosa, affollato da uomini-aquila in grado di
combattere e avere la meglio su elicotteri da guerra, e percorso da fiumi
sotterranei, con acque dalla purezza cristallina e dall’alveo rivestito di
pietre preziose.
Predisponendosi a una vera
prova di coraggio, con scontri all’ultimo sangue, i due co-protagonisti Arlette
e Kevin, separati dall’incalzare delle vicende, scopriranno di essere
innamorati l’uno dell’altro ma dovranno prima dimostrare di sapersela cavare da
soli per resistere agli assalti della sorte e a perfidi nemici che non
perderanno occasione di sbarrar loro il cammino con ogni espediente.
In un alternarsi di conflitti
e vendette, congiure rabbiose e brevi intermezzi di pace i due giovani potranno
così ricongiungersi e solo allora la vicenda si avvierà verso una
ricomposizione delle parti, con un progressivo ritorno alla normalità e il
riappropriarsi della dimensione reale della civiltà contemporanea, grazie
all’abbandono del monte ma non prima di aver dato degna sistemazione alle
ceneri del nonno.
-
Darius sogna la gloria dell’arena. Orfano di entrambi i genitori, viene comprato come schiavo da un facoltoso mercante dell’antica Carthusia...
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